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LYNYRD SKYNYRD TRYBUTE - History Of Our Band

La storia della nostra band - tributo ai Lynyrd Skynyrd

 

Introduzione

Antefatto

Lynyrd Skynyrd Tribute Band

 

INTRODUZIONE

Ogni storia, per quanto si cerchi di tracciarne un inizio,  ha una lunga storia che la precede:

… non si puo’ parlare di Lynyrd Skynyrd senza parlare di Allman Brothers, ai concerti dei quali assistevano, nella natia Jacksonville, gli allora liceali Skynyrd - Ronnie, Allen, Gary, Billy, Bob, Leon e Rickey - con gli occhi pieni di ammirazione per i "fratelli" piu’ grandi e il cuore infiammato da una passione e da una determinazione, che nasceva allora.

Ancora oggi a nominare il fratello Duane (vedi intervista) puoi vedere nei loro occhi il rispetto assoluto e sentire nel loro cuore una fiamma, che non si potrà mai spegnere,

così come in chi certe emozioni le ha vissute dai solchi del vinile o le potrà continuare a scoprire grazie a un lettore cd.

Non ci sarebbe nessuna Allman Brothers Band senza quel concerto di B.B. King, che cambiò la vita ai due giovani fratelli, o senza il gesto follemente coraggioso di Duane Allman, che decide di sparare a suo fratello Greg ad un piede pur di salvarlo dalla chiamata per il Vietnam.

Poi vi sono storie grandi o piccole storie, pubbliche o semplicemente "pubblicate" su  internet;

quella  che raccontiamo è una fra quelle di coloro che le emozioni le hanno vissute dai solchi del vinile, solchi "classicamente" consumati nello sforzo di riprodurre gli assoli della guitar army didatticamente piu’ apprezzata e ammirata di tutta la (mia) storia:

Allen Colllins, Gary Rossington,

Ed King, Steve Gaines e

… Duane Allman

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La fender stratocaster di Duane Allman

 

ANTEFATTO

Vi sono accadimenti in effetti fondamentali in questa storia, come la nascita dei protagonisti o il primo incrocio di sguardi dei loro genitori, che vi risparmio.

Comunque ogni inizio ha una data, la nostra puo’ essere considerata la seguente:

25 dicembre 1978 - quando per Natale ricevo in regalo da un caro cugino,  il mio primo LP dei Lynyrd Skynyrd "One More From The Road", affascinante fin dalla copertina. Già vi si scorge la Gibson Firebird di Allen Collins.

Troppo tardi per potere vivere direttamente l’esperienza Lynyrd Skynyrd (il tragico incidente aereo è già avvenuto poco piu’ di un anno prima), ma non troppo tardi per essere colti in pieno, sin dal primissimo ascolto, dall’incredibile potenza del suono Skynyrd e dalle forti suggestioni musicali e culturali evocate da quello storico live.

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La copertina di One More From The Road autografata

 

Suggestioni condivise immediatamente con l’amico di sempre, Roberto Tenore, compagno già allora anche nelle prime avventure chitarristiche.

Comincia la caccia agli assoli e la caccia agli altri LP degli Skynyrd e Roberto si procura subito la sua copia di Gimme Back My Bullets.

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Autografi di Leon, Billy e Gary su "Gimme Back " di Roberto

30 aprile 1979 – la conseguenza, inevitabile, dopo mille ascolti e i primi tentativi di riprodurre i brani con una chitarra acustica, è che per il mio 14esimo compleanno, invece di un eventuale motorino, arriva la prima chitarra elettrica, un’Ibanez imitazione Gibson Les Paul Tobacco, ultimamente avvistata e, credo, ancora invenduta presso un negozio di strumenti musicali di Piacenza (doveroso pegno per poter acquistare una vera Les Paul).

L’inizio di Searchin’ fu   per entrambi il primo esempio di bending appreso sulla chitarra, la ritmica di Workin’ For MCA il primo riff.

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La prima Ibanez,  imitazione Les Paul

SATURDAY NIGHT SPECIAL (1979)

Circa ottobre 1979 – è il tempo del liceo e un certo professor Roberto Vecchioni organizza in un teatro un concerto di band di studenti, che apre definitivamente un orizzonte. Presenti fra il pubblico i due rimangono affascinati a tal punto, vedendo quei gruppi sul palco, da decidere di far nascere la propria band: inevitabilmente un tributo ai Lynyrd Skynyrd.

Circa giugno 1980 – mentre impazzano gli Iron Maiden, debuttano a Milano, in feste di quartiere variamente politicizzate, i "Saturday Night Special", che in epoca di Bee Gees e travoltini vengono subito scambiati per un gruppo di disco music: non è cosi’.

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A 14 anni primo palco per gli Skynyrd milanesi

In repertorio i seguenti brani: Workin’ For MCA, Searchin’, The Needle And The Spoon e … Free Bird (suonata già con tutto l’assolo finale, nota per nota, ma, praticamente, … senza bending!!!).

La formazione, oltre a Roberto Tenore e Luca Crippa alle chitarre, prevede una voce femminile, un compagno di classe di Tenore, Marco Galardi, al basso, un tastierista esperto – Borrelli - e un batterista allora talentuoso e noto come Tizianino e oggi quotato percussionista e session man (Dirotta su Cuba), noto come Moreno Touché.

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Saturday Night Special dal vivo - 1980

1981 – dopo diversi avvicendamenti di formazione – i bassisti Cascella (da ricordare soprattutto per la capacità di riprodurre il suono di una bomba con il basso), e Fabio detto Walter, troppo impegnato come portiere delle giovanili del Milan e come robot professionista per proseguire con il gruppo (il bassista è sempre stato un problema di tutti i gruppi, un po’ come trovare un bravo portiere in Brasile) - , il chitarrista e cantante Lorenzo Brambilla (non è nato a Jacksonville), prima di interrompere la collaborazione con i "sudisti" per aver cercato di introdurre nel repertorio "Soldier Of Fortune", entra nella storia della band per essere colui che introduce nella formazione uno strepitoso batterista: Antonio Rotta.

Antonio, che vanta il suo primo concerto all'età di otto anni, è una delle colonne della attuale Lynyrd Skynyrd Trybute Band, sicuramente uno degli elementi  più professionali e tecnicamente dotati.

A quel tempo  fa fare immediatamente un salto di qualità alla band, proprio mentre i due chitarristi si affinano le lorocapacità.

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Antonio Rotta 1998, batterista della band fin dai  Tomahawk

Di questo periodo va ricordato soprattutto il memorabile intervento dei vigili urbani per sospendere una fragorosa esecuzione di Workin’ For MCA all’aperto nel mese di dicembre durante le abituali prove della band alla Cascina Torchiera (cimitero Maggiore), oggi divenuta un centro sociale, con frequenti esibizioni live di gruppi rock giovanili.

TOMAHAWK (1982)

Circa aprile 1982 – la band, con il nuovo entrato Riccardo Violet, al basso, Antonio Rotta alla batteria e alla voce (!!!), e soprattutto con l’ingresso del talentuosissimo Dario Tavazzi alla terza chitarra assume un assetto definitivo e si dà il nuovo nome di Tomahawk (con tanto di logo con scure alla Zagor, disegnato dallo stesso Tavazzi).

Soprattutto grazie a Dario (che solo due anni prima aveva preso le prime lezioni di chitarra da Roberto Tenore), dotato evidentemente di un enorme talento per lo strumento oltre che di un finissimo orecchio (brani di Steve Gaines, ma addirittura Steve Morse identici al primo tentativo di scannerizzazione uditiva), la band raggiunge un buon livello tecnico che le consente di mettersi in mostra  con ottimi concerti in alcuni piccoli teatri. Dopo gli emuli di Collins e Rossington, ora la band ha trovato in Dario, ultimo arrivato, fender munito e abilissimo, il suo Steve Gaines.

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Luca, Roberto, Dario: tre chitarre nella line-up dei Tomahawk

Dopo una demo che vede come tecnico del suono l’allora straordinario tastierista e oggi noto cantante dai trascorsi televisivi Fabio Roveroni, la band è pronta per alcuni appuntamenti un po’ piu’ importanti.

"Spaziale" il concerto al Teatro Spaziale e la performance alla palestra dell’istituto Moreschi, dove lasciano tutti di stucco per la precisione e la fedeltà assoluta dei chitarristi nonché per la carica aggressiva della ritmica. Antonio in qualità di batterista-cantante (alla Di Cioccio) è una piacevole sorpresa anche per i suoi fan e i suoi numerosi allievi batteristi, soprattutto per la pasta vocale abbastanza sudista.

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Luca al tempo dei Tomahawk

In repertorio oltre ai classici degli Skynyrd, come Sweet Home Alabama, anche Dreams I’ll Never See dei Molly Hatchet e Edge Of Sundown di Danny Joe Brown (ex cantante Molly Hatchet), con crescendo finale alla Free Bird che mette in evidenza l’interscambio fra le tre chitarre e acclama definitivamente  Dario Tavazzi come una vera promessa della chitarra.

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Un' evocativa targa trovata per caso durante il  viaggio in USA  del '93

Giugno 1982 – L’IItalia vince i mondiali grazie ai gol di Paoli Rossi e i nostri suonano addirittura l’inno nazionale, ma è, inaspettato e improvviso, l’ultimo canto.

Quando ormai la band produceva alla prima copie energiche e perfette di brani come Whiskey Rock-A-Roller, Bounty Hunter e You Gotta That Right, che tuonavano promesse di imminenti successi "su scala mondiale" dai marshalls, e proprio allora che stava per mettere sulla rampa di lancio i primi brani propri originali, sopraggiungono impegni e problemi di varia natura e soprattutto le prime chiamate alle armi.

Rotta proseguirà come batterista, ma rimuovendo per anni il southern rock;

per gli altri invece tutto viene inghiottito dall’idea malsana che si fosse trattato solo di una specie di sogno adolescenziale … e sparisce.

Per allora.

Ma la vita insegna che alle emozioni non si puo’ rinunciare, esse perdurano, rimangono nella memoria e in un qualche stato del tempo che non è solo passato.

E ritornano.

 

LYNYRD SKYNYRD TRIBUTE BAND

Maggio 1993 – Jacksonville.

E' durante il mio primo viaggio in America che l'idea di ricreare la vecchia band prende corpo.

Quattro gli episodi che trasformano in qualcosa di irresistibile la tentazione iniziale e l'antica predisposizione:

- l'acquisto di una chitarra elettrica a New York;

- l'apparizione dei Lynyrd Skynyrd in diretta da Nashville sulla schermo della televisione di un motel di New Orleans, appena giunto in città e appena acceso l'apparecchio;

- l'ingresso nello stato dell'Alabama accompagnato da Sweet Home Alabama, trasmessa proprio in quel momento alla radio;

- la visita a Jacksonville alla ricerca della leggendaria Hell's House (vana perchè pare sia stata distrutta da un incendio anni addietro), con l'incontro quasi casuale con Rodney Mills, produttore dei 38 Special, allora non più in attività

... la visita al cimitero di Jacksonville immerso nel verde e nella pace di una bella giornata di sole, che aiutano a pensare che Ronnie, Steve e Allen siano sempre vicini, più amici che miti, ma immortali grazie alla loro musica.

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Estate 1993 – Al rientro a Milano basta il resoconto del viaggio perchè Roberto Tenore senza nemmeno bisogno di chiederlo imbracci la sua chitarra per attaccare i leggendari riff, mai dimenticati, dei Lynyrd e basta una telefonata per ritrovare, dopo un decennio  di oblio Antonio Rotta, pronto a disotterrare la scure sudista e a coinvolgere a sua volta Ricky Violet, che raccoglie subito l'invito.

Alle prime prove c'è energia, emozione   e una nuova determinazione nell'eseguire di nuovo i vecchi brani, Antonio con dieci anni in più di esperienza è diventato una vera forza della natura, d'altra parte occorre trovare subito un vero cantante solista.

Dal momento che nel frattempo Violet decide di dare forfeit, viene contattato Marco Dellera, un bravo cantante-bassista, che aveva già suonato con Luca al tempo dell'università.

Inverno 1993 – l'incidente

Rientrando nella notte da una serata nel pavese con un'altra sua band, Antonio, a causa della pioggia e delle condizioni della strada ha un terribile incidente: nello scontro frontale con un'auto lui e il suo amico Mirco Maffina, pianista straordinario, rischiano di perdere la vita.

Sono salvi per miracolo e già pochi giorni dopo troviamo Antonio alle prese con i suoi ritmi e le sue bacchette sui bordi del letto d'ospedale.

Ne avrà per un anno, ma ricomincerà a suonare molto prima che a camminare.

 

Maggio 1995 - nasce finalmente, con un repertorio rinverdito di alcuni brani fondamentali degli Skynyrd come T For Texas e Call Me The Breeze e una formazione rinnovata, la nuova ...

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Lynyrd Skynyrd Tribute Band

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Alan Minora - voce

 

Marco Balletti - basso

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Roberto Tenore - chitarra

Antonio Rotta - batteria

Luca Crippa - chitarra

 

Il primo elemento nuovo della band è Marco Balletti, un bassista creativo e grintoso, che assicura anche una notevole spinta sul palco.

E' lui a introdurre Alan Minora, più giovane degli altri, ma già con molta esperienza in band di vario genere dal blues al jazz al rockabilly e soprattutto dotato di una solida tecnica di canto lirico e jazz. Con Alan, cresciuto  ascoltando Elvis, la band è al completo.

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Alan e Luca al  La Soliva Rodeo  - Luglio '95

Grazie all'ottima tecnica di elementi come Alan e Antonio, all'esperienza di quest'ultimo e alla precisione e assoluta fedeltà dei chitarristi, nonché alla forte carica live apportata da Marco Balletti,  la band ottiene immediato riscontro e diventa presenza fissa nel calendario di alcuni locali.

Dopo una serie di buone apparizioni estive soprattutto nella zona del Lago Maggiore, la band torna a Milano per la sua prima data alla Blues House, dove, grazie al richiamo del nome e alla buona promozione dell'evento, è   "tutto esaurito".

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Lido di Gozzano  - Agosto  '95

La band inizia a godere di buon credito e discreta fama nel circuito degli appassionati sudisti e inizia ad avere un suo ben definito seguito di fan dei Lynyrd Skynyrd, ai quali non par vero di vedere una band italiana che riproduce nota per nota e con il feeling giusto i brani dei loro idoli: la Lynyrd Skynyrd Tribute Band italiana è nata e sarà destinata a durare.

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Alan con cappello nero e Luca con strano cappello "paludoso"

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